La sesta malattia è un’infezione virale causata dall’herpes virus umano 6 (HHV-6) che colpisce soprattutto i bambini piccoli e si manifesta con febbre alta improvvisa, seguita da un’eruzione cutanea. In rari casi, il virus può superare la barriera ematoencefalica e causare una meningoencefalite.

Il caso di Alessio Pio Coppolino, il bambino di 18 mesi morto all’ospedale di Catanzaro, ha acceso i riflettori su una complicanza estremamente rara ma potenzialmente letale della sesta malattia, la meningoencefalite. Questa condizione può verificarsi quando l’infezione supera la barriera ematoencefalica e raggiunge il sistema nervoso centrale, provocando un’infiammazione del cervello e delle membrane che lo rivestono. Nel caso del piccolo Alessio Pio, i risultati dell’autopsia indicano come altamente probabile “una catena di eventi” che avrebbe portato a un quadro di riduzione della risposta immunitaria, in cui l’infezione da herpes virus umano 6 (HHV-6), il virus della sesta malattia, può manifestarsi in una forma ben diversa da quella che normalmente si osserva nei bambini.

Le conclusioni medico-legali hanno escluso che il decesso sia stato causato da Clostriudium difficile, il batterio inizialmente finito al centro del caso. Al contrario, ad aggravare il quadro clinico sarebbe stato il batterio Staphylococcus aureus, responsabile di una batteriemia sistemica con miocardite, polmonite, sepsi diffusa e insufficienza multiorgano. Ma come può la sesta malattia innescare una sequenza di eventi così grave?