Un bambino di 18 mesi di Zungri, nel Vibonese, è morto all’ospedale di Catanzaro dopo un rapido aggravamento delle sue condizioni. Frequentava un asilo nido privato di Tropea e, insieme a lui, altri quattro piccoli della stessa struttura sono finiti in ospedale con sintomi analoghi: tre sono già stati dimessi, uno resta ricoverato. In tutto, una decina di bambini avrebbe accusato disturbi gastrointestinali. La Procura di Vibo Valentia ha aperto un’inchiesta e disposto il sequestro della salma e l’autopsia. L’ipotesi al vaglio è quella di un’infezione batterica, si parla di Clostridium difficile, ma al momento nulla è confermato.

Un episodio che riporta l’attenzione su una parola capace di spaventare qualunque genitore: sepsi. Per capire di cosa si tratti davvero, al di là del singolo caso di cronaca, ne abbiamo parlato con la dottoressa Maia De Luca, dell’Unità operativa di Malattie infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

“La sepsi è una risposta immunitaria disregolata dell’organismo a un’infezione”, premette De Luca. Un’infezione che può essere sostenuta da diversi microrganismi, ma che nella grande maggioranza dei casi — soprattutto nei quadri più severi — è di natura batterica o virale.