Roma, 28 luglio 2026 – “La situazione più dura dalla Seconda Guerra mondiale”. Così il presidente francese Emmanuel Macron ha descritto l’incendio che dal 22 luglio ha già bruciato 42mila ettari, ferito 84 pompieri e costretto 220mila persone a lasciare le proprie case in Gironda, tra l’oceano Atlantico e Bordeaux. Un incendio di dimensioni colossali, il più grave tra gli oltre 312 fuochi registrati dall’inizio dell’anno in Francia. La colonna di fumo è talmente imponente che venerdì 24 luglio, il prefetto della Gironda, Sophie Brocas, ha parlato di un fenomeno raro: la comparsa di un pirocumulonembo, un’enorme nube capace di alterare le condizioni meteorologiche locali.
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