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Sergio Donato

Il capo di Anthropic risponde alla lettera sui modelli open che non ha firmato: stop ai chip verso la Cina e alla distillazione industriale, e test di sicurezza obbligatori

Dario Amodei ha voluto precisare sul blog di Anthropic, che l'azienda non ha mai chiesto un divieto sui modelli a pesi aperti. La precisazione arriva dopo che una coalizione di società tecnologiche ha diffuso una lettera aperta contro le possibili restrizioni premature ai modelli scaricabili ed eseguibili su infrastruttura propria. Una lettera a cui solo successivamente hanno aderito grandi nomi dell’IA come OpenAI e Google, ma che non ha visto la firma di Anthropic.

Nel testo Amodei sostiene che i modelli a pesi aperti privi di capacità pericolose costituiscono un bene pubblico, perché non costano nulla oltre alla potenza di calcolo necessaria a eseguirli. E aggiunge che divieti protezionistici non risponderebbero alle sue preoccupazioni più serie di sicurezza nazionale, cioè che governi autoritari costruiscano modelli più potenti di quelli statunitensi, e che modelli potenti vengano impiegati per attacchi informatici o biologici.