Non c'è pace per gli studenti indiani. A pochi giorni dalla tregua che sembrava aver chiuso settimane di proteste, il movimento giovanile indiano noto come "Cockroach" - gli "scarafaggi" - torna a minacciare la mobilitazione nazionale. Il Cockroach Janta Party (Cjp) ha accusato il governo di Narendra Modi di non aver rispettato l'impegno preso: quello di non perseguire chi aveva partecipato alle manifestazioni contro le fughe di notizie sui test d'ingresso universitari. Nei giorni scorsi, invece, centinaia di studenti sarebbero stati fermati o, secondo la definizione usata dagli organizzatori, "vessati" dalle forze dell'ordine, con denunce presentate in quattro Stati - Delhi, Assam, Bengala Occidentale e Bihar - tutti guidati dal partito di Modi, il Bharatiya Janata Party (Bjp). La vicenda è iniziata a maggio 2026, quando è emerso che le prove per l'accesso alle facoltà di medicina erano state manomesse e rivendute prima dello svolgimento dell'esame, costringendo milioni di studenti a ripetere il test. Alcune famiglie hanno denunciato che dei ragazzi si sono tolti la vita dopo aver saputo che i risultati sarebbero stati annullati. In quello stesso periodo il presidente della Corte Suprema ha paragonato i giovani indiani a "scarafaggi" e "parassiti", parole che hanno finito per fornire al movimento il proprio nome e la propria immagine satirica: così è nato, per iniziativa del trentenne Abhijeet Dipke, il Cockroach Janta Party, un doppione ironico dell'acronimo del partito di governo.Da un piccolo corteo autorizzato agli inizi di giugno, la protesta è cresciuta fino a diventare una delle più serie sfide pubbliche affrontate dal governo Modi in dodici anni di potere. Il 20 luglio i cortei che hanno tentato di raggiungere il Parlamento sono stati dispersi con lacrimogeni e manganellate, in scontri che si sono conclusi con numerosi fermi. Nei giorni seguenti l'attivista Sonam Wangchuk ha concluso uno sciopero della fame durato 26 giorni, mentre le pressioni sul governo sono diventate insostenibili. Sabato scorso (25 luglio) è arrivata la svolta: il ministro dell'Istruzione Dharmendra Pradhan ha annunciato le proprie dimissioni, e il Cjp ha dichiarato conclusa la mobilitazione dopo aver ottenuto, oltre alla testa del ministro, l'impegno a non perseguire i manifestanti e a risarcire le famiglie degli studenti morti suicidi.
India, "il governo non ha rispettato i patti": gli "scarafaggi" minacciano di tornare in piazza dopo gli arresti di massa tra gli studenti
Delhi, Assam, Bengala Occidentale e Bihar: decine di fermi rompono la tregua raggiunta con l'esecutivo di Modi












