Si tratta di una data che occorre conoscere. La scarsa attenzione che le riserva la memoria pubblica ha due spiegazioni. La prima è storica, la seconda è ideologicadi Fausto Cariotimartedì 28 luglio 20262' di letturaCaro signor Carioti,
il 25 luglio è ricorso l’anniversario della caduta del fascismo, avvenuta nel 1943. È un evento che ha cambiato il corso della storia: perché i media ogni anno trascurano questa ricorrenza privando i giovani della possibilità di capire la nostra storia e riflettere sul nostro passato? Auspico che in futuro i programmi televisivi e i giornali dedichino più spazio a questo anniversario, a beneficio delle nuove generazioni. EMANUELE MASSA - EMAILCaro signor Massa,
ha ragione: il 25 luglio 1943 è una data che occorre conoscere. La scarsa attenzione che le riserva la memoria pubblica ha due spiegazioni. La prima è storica: dopo il 25 luglio venne l’8 settembre, con la dissoluzione dell’esercito, la fuga del re, l’occupazione tedesca. Non proprio una pagina gloriosa, tanto da essere stata ribattezzata «la morte della patria». La seconda spiegazione è ideologica: il 25 luglio racconta una storia che non torna utile alla storiografia ufficiale dell’antifascismo. Quella notte il fascismo cadde, ma per un voto del Gran Consiglio del fascismo, l’organo supremo del regime, mentre i soldati Alleati avevano già messo piede in Italia.Le spine del campo largo e il 25 aprile antisemitaLe vicende legate alla celebrazione del 25 aprile del 2026, che comprendono una isolata ma criminale aggressione contro ...Furono i gerarchi a sfiduciare Benito Mussolini, fu il re a farlo arrestare, facendogli pagare così la disastrosa scelta di entrare in guerra accanto alla Germania nazista. Gli antifascisti non svolsero alcun ruolo. Erano fuori dalla stanza, fuori dal gioco. La narrazione che ha costruito l’identità della Repubblica fondata sulla resistenza poggia sull’assunto che il fascismo sia stato sconfitto dall’antifascismo militante, in particolare quello di matrice comunista e socialista, ma il 25 luglio non rientra in questo schema. Ricordarlo con enfasi significherebbe ammettere che il crollo del regime fu anzitutto un regolamento di conti interno alla classe dirigente fascista e non il frutto dell’eroismo partigiano. E tutto ciò che va contro la vulgata resistenziale è un problema. Per chi volesse farsi un’opinione documentata, un consiglio per gli acquisti: 25 luglio. Quarant’anni dopo, il memoriale di Dino Grandi con l’introduzione di Renzo De Felice, pubblicato dal Mulino, si trova ancora nelle librerie antiquarie, anche quelle online.Per il 25 aprile fanno pure il processo a D'AnnunzioNon è 25 aprile se non c’è polemica anti-governo. Questo è lo spirito giusto, a sinistra, per...






