Per vincere il Mondiale quest’anno bisogna essere perfetti, o almeno avvicinarsi alla perfezione. Sarà anche vero come diceva Flaiano che Forse la nostra salvezza è nel non credere che la perfezione esista o semplicemente nel trovarla noiosa, ma in questo mondiale dove in 11 gare hanno già vinto 5 piloti diversi in fuga c’è quello che ha sbagliato di meno e quando è arrivato a fine gara è sempre salito sul podio. Sei vittorie, un secondo e due terzi posti hanno permesso a Kimi di prendersi 50 punti di vantaggio. Comunque vada, Kimi uscirà da Monza ancora in testa al campionato.Il suo vero avversario, più di Lewis Hamilton e George Russell, è l’affidabilità della sua Mercedes che anche in questo fine settimana ha rovinato la vita al suo compagno di squadra. Con una Mercedes affidabile è difficile pensare che Kimi possa perdere il titolo perché fin qui ha dimostrato di avere una maturità sorprendente. Un giorno corre alla Senna (Monaco soprattutto) e un altro alla Prost (Budapest, ma anche a Spa).Per cercare di stargli davanti in uscita box dopo l’inutile terza sosta, Hamilton ha disinserito il limitatore 5 metri prima di fine pit lane e si è beccato la penalità. Quando via radio gli hanno detto «racing Kimi in pit exit» il racer che c’è in lui ha preso il sopravvento. Ci ha provato ed è bello vedere che abbia ancora questa voglia e questa grinta.Lui forse ci crede davvero, la Ferrari no, altrimenti non avrebbe permesso a Charles di sottrargli 2 punti per i 5 di penalità.
Kimi, un leader camaleonte: a volte è Senna, altre Prost
Il suo vero avversario, più di Lewis Hamilton e George Russell, è l’affidabilità della sua Mercedes che anche in questo fine settimana ha rovinato la vita al suo compagno di squadra







