Doveva essere l’occasione per cercare di ricucire il gap e dare una scossa mondiale, ma alla fine il vero vincitore in Ungheria è ancora Kimi Antonelli. Le condizioni c’erano tutte in griglia di partenza: Charles Leclerc scattava in prima fila e poi non ha trovato ritmo, Lewis Hamilton in concorso con la squadra ha prima cestinato il secondo posto (scattato quinto per l’impeding su Oscar Piastri) e poi il podio con un pit stop sciagurato sotto Virtual Safety Car. George Russell, invece, si è autoeliminato dalla contesa con lo stallo in partenza che lo ha relegato in fondo al gruppo. Perciò Antonelli lascia Budapest e va in vacanza da leader del mondiale con 50 punti di margine sul secondo.
La certezza italiana della F1 2026 si chiama ancora una volta Kimi Antonelli, vera gemma del nostro motorsport che ha definitivamente diviso il tifo tra lui e la Ferrari, religione motoristica del Paese. Perché non solo il bolognese è ancora il più giovane leader della storia di un campionato, ma anche perché nessun italiano è mai arrivato alla pausa estiva, dopo 11 gare, in testa. All’Hungaroring Antonelli ha condotto l’ennesima gara intelligente e ha massimizzato il risultato, cullando anche una splendida follia di fare una sosta in meno per andare a contendere la vittoria a Lando Norris. Avesse aspettato un paio di giri, la fortuna, gli avrebbe regalato tempo con la sosta durante la Virtual Safety Car. Ma la sorte Kimi non la può controllare. Quello su cui ha potere, invece, lo fa tutto alla perfezione. Ha cancellato l’errore – che lo ha portato in penalità – nelle qualifiche e rimontato dalla settima posizione. Ha saputo resistere agli attacchi di Hamilton e mantenuto il podio. Un weekend che, alla luce delle premesse, è più che positivo per il bolognese.






