Ora ci sono i soldi e le regole per spenderli, tutto messo nero su bianco in un decreto firmato ieri che dà il via all’attuazione della legge Liberi di scegliere. Le Città Metropolitane e i Liberi Consorzi possono attivare nei quartieri a rischio progetti per dare una alternativa a famiglie nate in contesti criminali ma che vogliono sfuggire a questi, anche cambiando residenza.Formalmente quelle firmate ieri dal capo del dipartimento Famiglia, Letizia Di Liberti, sono le linee di attuazione della legge approvata un anno fa all’Ars, ideata insieme al presidente del tribunale per i minori di Catania Roberto Di Bella e sostenuta dal gruppo Ses, guidato da Lino Morgante, che pubblica il Giornale di Sicilia e la Gazzetta del Sud.Sul piatto la Regione ha messo 2 milioni. Che serviranno agli enti locali per creare le reti di supporto sul loro territorio. Ogni Libero Consorzio e Città Metropolitana potrà affidarsi anche a enti del terzo settore che a loro volta lavoreranno per individuare i soggetti potenzialmente beneficiari delle misure di sostegno: quella principale è il trasferimento in altro quartiere o città e per questo motivo la quota principale dei fondi stanziati potrà essere utilizzata per spese di affitto (massimo il 50%), trasloco, e trasferte. E poi, ancora, per l’inserimento scolastico dei minori, per corsi di formazione o riqualificazione e per il sostegno psicologico.L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.
Aiuti per sfuggire alle mafie. C’è il decreto, via ai progetti
Ecco le linee guida per dare attuazione alla legge Liberi di scegliere. Le famiglie nate in contesti criminali verranno sostenute nel trasferimento in altri quartieri o città







