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I due ex Milan si sono dimessi dopo il no di Malagò a Pirlo ct per il caso Fonbet. Una scelta sorprendente che, in fondo, non sorprende affatto

Un progetto pensato "su 8/10 anni", finito dopo poco più di due settimane. L'avventura di Paolo Maldini da direttore tecnico della Nazionale è già arrivata al suo epilogo: l'ex capitano rossonero, dopo il "no" del presidente Figc Giovanni Malagò ad Andrea Pirlo come prossimo ct, ha preferito farsi da parte. Con lui anche l'advisor Leonardo: la coppia che doveva ricostruire il calcio italiano saluta dopo appena 16 giorni.

Un passo indietro clamoroso, quello di Maldini, che paradossalmente sorprende il giusto: l'ex rossonero, da quando ha smesso di giocare, ha sempre dimostrato di non essere troppo disposto a scendere a compromessi. Anche il suo addio al Milan, da dirigente, era arrivato per differenze di vedute con la proprietà su mercato e futuro del club. Intransigenza che oggi l'ha portato a lasciare il ruolo di dt azzurro. Una scelta pesantissima figlia, probabilmente, anche di qualche suo errore.

Malagò aveva chiesto a Maldini e Leonardo di trovare il ct a cui mettere in mano il rinascimento azzurro. Un nome che poi avrebbe dovuto trovare anche la sua approvazione. Il dt e il suo advisor erano partiti sognando (e facendoci sognare) Carlo Ancelotti e Pep Guardiola, poi i "no grazie" ricevuti li hanno costretti a ripiegare su Andrea Pirlo: dal meglio sulla piazza (e probabilmente nella storia) a una vera e propria scommessa.