Molti d’estate hanno un solo obbiettivo: abbronzarsi. Ma come mantenere il colorito più a lungo in modo sano? Fanpage.it ne ha parlato con Ines Mordente, specialista in Dermatologia e Venereologia, che ha spiegato i passi importanti da seguire e i falsi miti come quello secondo il quale lo scrub eliminerebbe l’abbronzatura.

Nonostante la maggior parte di medici, in particolare dermatologi, consiglino di evitare il più possibile l'esposizione della pelle al sole, sia esso del viso o del corpo, ancora oggi appena arriva l'estate per molte persone scatta l'ora X: bisogna abbronzarsi. Per alcuni avere l'abbronzatura perfetta diventa come un secondo lavoro in vacanza e fanno di tutto per mantenerla il più a lungo possibile. Ma come si fa a mantenere in modo sano? Ines Mordente, specialista in Dermatologia e Venereologia, ha spiegato a Fanpage.it come evitando scottature, idratando la pelle e mettendo una protezione solare +50 le chance di restare abbronzati più a lungo siano maggiori, specificando però che molto dipende anche dal fototipo della pelle, dall'età e dalla velocità del ricambio cutaneo.

Perché l’abbronzatura svanisce nel tempo? Da cosa dipende la velocità con cui la perdiamo? L’abbronzatura è una risposta di difesa della pelle ai raggi ultravioletti. I melanociti producono melanina, che viene trasferita ai cheratinociti per proteggere il DNA dai danni dei raggi UV. La pelle si rinnova continuamente: il turnover epidermico dura in media circa 28 giorni nei giovani adulti e tende a rallentare con l’età. Quando le cellule superficiali vengono eliminate, anche la melanina viene progressivamente persa e l’abbronzatura scompare. La durata dipende da diversi fattori: fototipo, intensità e durata dell’esposizione, età, velocità del turnover cutaneo, eventuali scottature che accelerano la desquamazione. È importante ricordare che non esiste un’abbronzatura “sicura”: qualsiasi abbronzatura è il segno che la pelle ha attivato una risposta di difesa dopo l’esposizione ai raggi UV.