Di: Francesca Torrani (inviata RSI), servizio originale - M.Ang., adattamento webIl 1° giugno scorso ad Amendolara, in Calabria, 4 braccianti sono stati uccisi dai loro caporali. Avevano tra i 19 e i 29 anni, tre erano pakistani, uno afghano. Sono stati rinchiusi in un’auto data alle fiamme, bruciati vivi dopo essersi ribellati allo sfruttamento nei campi. I “caporali” sono loro connazionali. A quasi due mesi da quella che è una delle peggiori tragedie che ha coinvolto lavoratori migranti, l’inviata della trasmissione radiofonica SEIDISERA della RSI, Francesca Torrani, si è recata in Calabria. Qui, con l’aiuto di Nicola Rodi, segretario generale della Flai Cgil di Reggio Calabria, ha cercato di capire qual è la situazione tra chi è impiegato nella raccolta di frutta e di ortaggi.RSI - Francesca TorraniLe macro-aree della filiera agroalimentare sono tre: la Piana di Sibari (che comprende Amendolara), il Crotonese (conosciuto come zona vitivinicola) e la Piana di Gioia Tauro, dove in questo momento i braccianti sono soprattutto impegnati nella raccolta di pomodori e cipolle. Secondo uno dei nostri interlocutori, il mercato agricolo del territorio è gestito dalla ‘ndrangheta. Secondo un’altra persona intervistata, la maggior parte dei migranti sono “regolari”, ma il contratto di lavoro che viene sottoscritto è farlocco (con ore effettivamente lavorate molto maggiori di quelle registrate e retribuzioni non corrisposte).RSI - Francesca TorraniNella Piana di Gioia Tauro, in territorio di San Ferdinando, c’è una grande tendopoli presente dal 2010 (alcuni container portano il nome del Ministero dell’Interno) in una situazione di estremo degrado e tra montagne di spazzatura. In questo momento ci sono circa 200 persone (quasi tutti africani) mentre in autunno (stagione di kiwi, arance e mandarini) si arriva anche a 5’000 presenze. Si dice che uno sgombero sia imminente ma intanto nelle tende coperte di plastiche, dove l’odore è forte e tra le malattie c’è la scabbia, c’è chi ci vive.A San Ferdinando abbiamo visto situazioni di fragilità. Abbiamo visto persone uscire a lavorare a quasi 40 gradi. Abbiamo visto un ghetto. Calabria, migranti bruciati vivi in autoTelegiornale 02.06.2026, 20:00