HomeAscoliCronacaLa pastasciutta dopo gli striscioni. Il vescovo stoppa le polemiche: non possiamo non dirci antifascistiIn una lunga lettera monsignor Giampiero Palmieri ricorda le persecuzioni subite dalla Chiesa durante il Ventennio: "I cristiani non si dividono su questo tema".In una lunga lettera monsignor Giampiero Palmieri ricorda le persecuzioni subite dalla Chiesa durante il Ventennio: "I cristiani non si dividono su questo tema".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUna presa di posizione netta quella affidata dal vescovo di Ascoli, monsignor Gianpiero Palmieri, a una lunga lettera letta durante la Pastasciutta Antifascista di San Marcello. Dopo le polemiche delle ultime settimane, l’iniziale stop all’utilizzo della chiesa del Cuore Immacolato di Maria e persino lo striscione comparso in città contro di lui, il presule interviene per chiarire le motivazioni della scelta e ribadire il valore dell’antifascismo. "Non possiamo non dirci antifascisti", scrive, definendo questo principio parte integrante della storia nazionale e della Costituzione. Assente all’iniziativa perché impegnato nelle celebrazioni della Madonna della Marina a San Benedetto del Tronto e nella liturgia di Sant’Anna a Centobuchi, Palmieri spiega che le parrocchie, di norma, non ospitano iniziative promosse da partiti, movimenti o collettivi politici. È questo, precisa, il motivo del primo diniego. La disponibilità della parrocchia di San Marcello è stata invece concessa in via eccezionale per evitare che quel rifiuto fosse interpretato come una contrarietà al tema dell’antifascismo. Il vescovo ribadisce che la Chiesa non intende identificarsi con alcuna forza politica e richiama il pluralismo delle scelte dei cattolici, ma sottolinea come l’antifascismo rappresenti un patrimonio condiviso. "I cristiani non si dividono sull’antifascismo", afferma, ricordando le persecuzioni subite dalla Chiesa durante il regime fascista, dalle limitazioni all’Azione Cattolica e allo Scoutismo fino alle leggi razziali e all’alleanza con il nazismo. Ampio anche il riferimento alla storia ascolana, con il ricordo del vescovo Squintani, dei sacerdoti perseguitati e dell’impegno della Resistenza, che contribuì a far ottenere ad Ascoli la medaglia d’oro al valor militare. Un richiamo alla memoria storica che Palmieri ritiene indispensabile per evitare il riaffacciarsi di ideologie che hanno segnato tragicamente il Paese. Per il presule, l’antifascismo non è una bandiera di parte, ma un punto di incontro tra valori costituzionali, tradizione democratica e insegnamento della Chiesa, che resta autonoma dalla politica ma chiamata a difendere la dignità della persona e il bene comune. Alla Pastasciutta hanno partecipato, comunque, oltre 500 persone, con l’organizzazione curata dal Collettivo Caciara, dall’Anpi e dall’Assalto ai Forni.
La pastasciutta dopo gli striscioni. Il vescovo stoppa le polemiche: non possiamo non dirci antifascisti
In una lunga lettera monsignor Giampiero Palmieri ricorda le persecuzioni subite dalla Chiesa durante il Ventennio: "I cristiani non si dividono su questo tema".







