HomeCronaca"Non possiamo non dirci antifascisti". La lettera del vescovo di Ascoli dopo le polemiche. In 500 alla “Pastasciutta”Palmieri rompe il silenzio con un lungo scritto che ha inviato agli organizzatori e che è stata letta durante la manifestazione: L'insegnamento della Chiesa non può che essere anche antifascista”Il vescovo Gianpiero PalmieriRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici

Ascoli, 27 luglio 2026 – Dopo giorni di polemiche, culminate anche con la comparsa di uno striscione critico (“Via da Ascoli”) nei suoi confronti in città, il vescovo di Ascoli, monsignor Gianpiero Palmieri, rompe il silenzio sul caso della Pastasciutta Antifascista.

Lo fa con una lunga lettera, letta domenica sera nel corso dell'iniziativa ospitata nella parrocchia di San Marcello, scelta dopo il diniego iniziale della chiesa del Cuore Immacolato di Maria. Assente per impegni pastorali tra San Benedetto e Centobuchi, monsignor Palmieri ha affidato il proprio pensiero a un messaggio destinato a chiarire le ragioni della decisione e a ribadire la posizione della Chiesa.

Le tavolate della "Pastasciutta Antifascista"

“Non possiamo non dirci antifascisti”, scrive il presule, definendo l'antifascismo un patrimonio condiviso, radicato nella Costituzione e nella storia del Paese. Il vescovo ricorda che, di norma, le parrocchie non ospitano iniziative promosse da partiti o movimenti politici e spiega che proprio questo principio aveva motivato il primo rifiuto.