Le corone d’alloro ai lati della lapide, i nastri tricolori, il picchetto d’onore della Polizia locale e una lunga rappresentanza dei Vigili del fuoco schierata in silenzio. Milano ha ricordato questa mattina, in via Palestro, le cinque vittime dell’attentato mafioso che 33 anni fa colpì il cuore della città. Davanti al leggio con lo stemma del Comune, sotto le bandiere italiana, europea e milanese, autorità, familiari e cittadini hanno partecipato alla commemorazione della strage del 27 luglio 1993. Presenti il prefetto Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale, il comandante della Polizia locale Gianluca Mirabelli, il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, i vertici dei Vigili del fuoco. A pronunciare il discorso ufficiale è stato il sindaco Giuseppe Sala, per l’ultima volta in questa veste.

Il primo cittadino, a margine della cerimonia, ha sottolineato che sul piano politico "la posta in gioco nel 2027 forse non è mai stata così alta nella storia del nostro Paese recente, perché insieme vanno al voto le grandi città, perché c’è un voto per un nuovo governo e perché si creano i presupposti per eleggere un nuovo presidente della Repubblica". Il numero uno di Palazzo Marino, subito dopo, ha aggiunto che "per questo io credo che negli ultimi decenni il 2027 dal punto di vista elettivo e quindi della scelta della rappresentanza sarà l’anno più importante che c’è – ha aggiunto –. Speriamo che non si avvelenino i pozzi. Il centrosinistra? Io credo che la leader del Partito democratico Elly Schlein non si sottragga" alle eventuali primarie di coalizione per la scelta del candidato premier del Campo Largo.