HomeMagazineEstensione del dominio dei vecchi. La spietata profezia di Bioy CasaresSe il mondo è in balia di centenari “forever young“: torna il capolavoro dello scrittore argentino amato da BorgesRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciBarbolini

Torna nelle librerie il Diario della guerra al maiale di Adolfo Bioy Casares, nella nuova traduzione di Francesca Lazzarato (Sur, pp. 221, € 18,00), e una cosa appare subito evidente: i maiali in questione siamo noi. Ovvero quella torma di settantenni palestrati, ottantenni campioni di salto con la pertica, centenari illusi di essere forever young, finora nerbo consumistico della civiltà occidentale, che la legge inesorabile della sopravvivenza sta piano piano ma irresistibilmente trasformando nei nemici naturali dei giovani, obbligati da una società fatta a piramide rovesciata a mantenere con lavori sempre più precari una platea sempre più vasta di anziani in pensione, senza alcuna garanzia di ricevere lo stesso trattamento dalle generazioni future. Già nel suo capolavoro giovanile L’invenzione di Morel , pubblicato nel 1940 quando aveva 26 anni, Bioy Casares aveva dimostrato qualità profetiche, dispiegando la sua fantasia distopica sul tema quanto mai attuale dell’immortalità virtuale, ottenuta attraverso una macchina capace di trasformare i corpi degli esseri viventi in ologrammi inseriti in una registrazione che li eterna in una ripetizione infinita. Ma se quella lontana intuizione romanzesca sembra anticipare il Metaverso e le altre esche faustiane dell’universo digitale, il Diario della guerra al maiale (1969) evoca invece il conflitto ancestrale fra le generazioni, che già ai tempi di Esiodo generava motti scurrili come il seguente: "I giovani agiscono, gli adulti deliberano, gli anziani scorreggiano".