La salita, durissima lungo i tornanti, nel corso della quale ogni pedalata richiede determinazione ricorda molto da vicino il coraggio...La salita, durissima lungo i tornanti, nel corso della quale ogni pedalata richiede determinazione ricorda molto da vicino il coraggio necessario per affrontare il cammino contro il cancro al seno. Una metafora che la scorsa settimana si è tradotta in un’impresa straordinaria: la terza edizione dell’"Everesting per la Vita", la sfida - atletica ed emotiva - che ha visto la ciclista bormina Sarah Palfrader e i suoi compagni di avventura scalare (dopo le due prime due edizioni allo Stelvio) per ben 15 volte consecutive la storica salita da Bormio ai Torri di Cancano, coprendo un dislivello pari all’altezza del Monte Everest (8.848 metri). Nelle gambe di Sarah Palfrader e dei suoi sostenitori – tra i quali i campioni olimpici di shot track Elisa Confortola e Luca Speckenhauser -, questa prova di resistenza estrema si è trasformata in un potente messaggio di speranza e nel coronamento di un progetto benefico concreto a favore della salute e della prevenzione sul territorio. Anche in questa occasione era presente in prima linea l’Associazione Amazzoni (associazioneamazzoni.it) che da quasi vent’anni opera a sostegno delle donne che affrontano il tumore al seno offrendo supporto psicofisico, organizzando momenti di incontro e iniziative di sensibilizzazione, ma anche e soprattutto adoperandosi per far passare il messaggio - attraverso le volontarie che questa esperienza di malattia l’hanno già vissuta - che anche in caso di diagnosi "non buona" non si è mai sole e che "Insieme la paura si vince meglio".