HomeMagazineMostra, esplode la polemica: "Una sola regista in gara. Maschilismo che fa paura"La denuncia di sei associazioni del cinema italiano capitanate da 100autori "La qualità invocata da Barbera non è neutrale: la situazione è troppo sbilanciata".Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciUna sola donna in concorso per il Leone d’oro. E divampano le polemiche. Tra i venti titoli selezionati per la competizione principale della Mostra del cinema di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre, c’è infatti una sola regista: la danese di origini egiziane May el-Toukhy, con Woman Unknown. Il dato segna un brusco arretramento rispetto all’ultima edizione. Nel 2025 le registe in concorso erano sei su 21 film: Kathryn Bigelow, Valérie Donzelli, Mona Fastvold, Ildikó Enyedi, Shu Qi e Kaouther Ben Hania. Ora una sola autrice.
A contestare apertamente la scelta, con una lettera aperta, sono sei associazioni del cinema italiano: 100autori, Anac, Air3, Doc/it, Ewa e Women in Film Television & Media Italia. La dichiarazione si apre con un verso di Pete Seeger tratto dalla ballata pacifista Where Have All the Flowers Gone?: "When will they ever learn", "quando impareranno". Senza punto interrogativo: più un monito che una domanda. Nel documento le associazioni ricordano come il cinema italiano nelle sezioni principali della Mostra sia rappresentato esclusivamente da uomini, mentre le sole autrici presenti nella selezione ufficiale sono Alina Marazzi con La ragazza con la Leica e Anna Foglietta, entrambe nella sezione Orizzonti. Una situazione definita "a una sola dimensione, maschile".










