<p>Nel progetto di matrimonio tra Mps e Banco Bpm spunta una componente in contanti per Siena. È l'indiscrezione rilanciata ieri da Bloomberg sulla soluzione in cantiere alternativa all'opas di Intesa Sanpaolo.

L'ipotesi più accreditata è che il contante provenga dalla stessa Montepaschi (che oggi capitalizza 35,3 miliardi di euro) attraverso la distribuzione di un dividendo straordinario prima del perfezionamento dell'operazione.

In questo modo la banca senese restituirebbe ai propri azionisti parte dell'eccesso di capitale accumulato negli ultimi anni e riequilibrerebbe i rapporti di forza tra i due istituti, tenendo conto che oggi Banco Bpm capitalizza 23,7 miliardi, cioè oltre 11 miliardi in meno.</p><p>Non è ancora chiaro come sarà finanziata l'operazione.

Siena può contare su un eccesso di capitale da 3,3 miliardi (dato di fine 2025) ma, in linea teorica, l'istituto potrebbe anche decidere di attingere ad altre fonti a partire dal 13,3% di Generali.

Lo stesso Lovaglio ha sempre definito la quota nella compagnia un asset «nice to have», una posta cioè utile per generare dividendi ma disponibile anche per essere monetizzata in caso di operazione straordinaria.