Marco Mariolini, oggi 67enne, durante l’intervista di Franca Leosini per ’Storie maledette’ andata in onda sui canali RaiPisogne (Brescia), 28 luglio 2026 – Nella sua autobiografia, “Il cacciatore di anoressiche“, scritta nel 1997, un anno prima dell’omicidio, si definì “un mostro che va fermato, prima che involotariamente io ammazzi qualcuna”. La profezia si avverò il 14 luglio 1998, quando Marco Mariolini massacrò con 22 coltellate la ex compagna, Monica Calò, che aveva sottoposto a un’esistenza di torture per raggiungere il suo ideale di donna pelle ossa e che ebbe la malaugurata idea di accettare con lui l’ultimo, fatale incontro chiarificatore dopo la rottura. La sua storia nel 2004 ispirò anche un film, “Primo Amore“, di Matteo Garrone. Condannato in abbreviato a 30 anni, l’ex antiquario di Pisogne, sponda bresciana del lago d’Iseo, oggi ha 67 anni. Nell’estate del 2021 ha finito di pagare i suoi conti con la giustizia.
Capace d’intendere e di volere
"Giorno più, giorno meno, ha scontato circa 23 anni – calcola l’avvocato Pietro Pasini, del Foro di Brescia, che lo conosce da sempre e lo ha seguito in tutte le sue drammatiche vicende, compreso il divorzio dalla prima moglie, Lucia, indotta a pesare 33 chili –. Ma non è libero: il Tribunale di sorveglianza ha accertato la sua pericolosità sociale e disposto una misura di sicurezza in una struttura psichiatrica a Torino. Ma la situazione è suscettibile di modifiche in base a valutazioni periodiche (ogni cinque anni). E in teoria se Mariolini si impuntasse per andarsene per la sua strada, potrebbe pure ottenere ragione: una perizia lo aveva definito capace di intendere e di volere. La condanna l’ha scontata".







