L'inviato in Cisgiordania del Tg1ha raccontato l'uccisione di due israeliani da parte di un palestinese

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Alla faccia della libertà di stampa. La sinistra non perde occasione per ribadire ciò che è ormai noto agli Italiani. Ovvero i giornalisti sono liberi di scrivere e di raccontare i fatti purché emerga una verità identica allo storytelling imposto dalla rive gauche della politica italiana. L’ennesimo episodio di questa penosa deriva ha visto involontario protagonista il collega della Rai, Gian Battista Brunori. La sua colpa?

Non aver detto che gli Israeliani sono brutti e cattivi, che i palestinesi sono delle vittime innocenti e che Hamas sono dei benefattori. «Brunori ha dato vita a una narrazione surreale e vergognosa che offende l’intelligenza di chi guarda - hanno sentenziato gli esponenti grillini in commissione vigilanza Rai -Il Servizio Pubblico è pagato con i soldi dei cittadini per raccontare la verità, non per fare propaganda sionista». Sul tema è intervenuto anche Walker Meghnagi, Presidente della Comunità Ebraica di Milano: «se il CdA Rai vuole intervenire sul racconto del Medio Oriente, lo faccia su chi nega, mente o giustifica il 7 ottobre, e su chi parla di un genocidio a Gaza mai dimostrato in alcuna sede giudiziaria».