Dettare al servizio pubblico come raccontare la guerra
Aldo Torchiaro
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Ai giornalisti arrivano richieste di precisazione. Succede a noi, succede in Rai. E però la storia che stiamo per riportare non tratta esattamente di questo. Sembra aspirare a qualcosa di diverso: correggere più che una notizia, il modo stesso in cui il servizio pubblico racconta una guerra. Contestandone l’approccio, muntandone la natura.
È il caso della diffida firmata dall’avvocato Dario Rossi, dello Studio Legale Dario Rossi di Genova, inviata il 5 agosto 2026 alla Rai per conto dell’Associazione Palestinesi in Italia, presieduta da Mohamed Hannoun, detenuto dal 27 dicembre nel carcere di massima sicurezza di Terni con l’accusa di avere finanziato Hamas. Formalmente si tratta di una richiesta di rettifica. Nella sostanza, però, basta leggere le quattro pagine del documento per scoprire qualcosa di molto diverso: non si contesta soltanto una notizia, si indicano al Tg1 le parole da usare, la ricostruzione storica da adottare e perfino l’ordine con cui raccontare i fatti. Nel mirino c’è il giornalista Giovan Battista Brunori.







