Alla Camera sei risoluzioni diverse delle opposizioni: il Pd autorizza anche la missione Nato di assistenza e addestramento, M5s e Avs danno il via libera soltanto a quella europea. Divisioni pure su Libia e Mar Rosso. Mentre Futuro Nazionale vuole interrompere ogni sostegno militare

Sette risoluzioni e nessun tentativo di costruire una posizione comune. La politica estera torna a dividere il campo largo e il resto delle opposizioni, chiamate alla Camera a pronunciarsi sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali nel 2026 (la votazione è prevista domani 28 luglio). Accanto al documento unitario della maggioranza ne arrivano sei dai gruppi che non sostengono il governo: uno ciascuno da Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza verdi e sinistra, Azione e Italia Viva, più quello di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

La frattura principale passa ancora una volta dall’Ucraina. Nero su bianco, la risoluzione del Partito democratico «autorizza la proroga» della «partecipazione nazionale alle iniziative Nato, Ue, di coalizione e bilaterali di supporto all’Ucraina». M5s e Avs, invece, accettano, ponendo alcune condizioni, soltanto la missione europea Eumam, impegnata nell’addestramento delle forze armate ucraine, ma non la Nato Security Assistance and Training for Ukraine, la struttura dell’Alleanza atlantica che coordina l’assistenza militare e la formazione destinate a Kiev.