C’è un filo rosso invisibile che lega la stenosi della valvola aortica con l’igiene orale. Tanto che probabilmente per preservare la salute valvolare (e non solo) c’è solo un consiglio da seguire: andate regolarmente dal dentista, controllate l’igiene orale e soprattutto fate attenzione alle gengive che si arrossano, sanguinano o si retraggono. Perché trattando bene le parodontopatie, patologie che interessano il tessuto che circonda il dente, potreste anche allontanare il rischio di ammalarvi della più comune forma di valvulopatia.
Il motivo? I batteri che si legano responsabili dell’infiammazione orale potrebbero favorire l'accumulo di calcio nella valvola aortica, favorendo l’avanzare della patologia cardiaca. A dirlo è una ricerca preliminare indipendente presentata al congresso dell’”American Heart Association's Basic Cardiovascular Sciences”, tenutosi a Boston e dedicato alla ricerca in ambito cardiovascolare.
Il calcio e la valvola
La stenosi valvolare aortica calcifica è legata ad un ispessimento della valvola legato proprio all’eccesso di calcio e comporta una riduzione del flusso di sangue che dal cuore viaggia verso l’intero organismo. Gli esperti, tra cui Chenyang Li, del Centro Nazionale per le Malattie Cardiovascolari dell'Ospedale Fuwai, dell'Accademia Cinese delle Scienze Mediche e del Peking Union Medical College di Pechino, hanno posto sotto la lente d’ingrandimento il batterio Porphyromonas gingivalis, particolarmente attivo nel danno delle gengive e già associato in altri studi all'infiammazione sistemica e al rischio di malattie cardiovascolari, tra cui l'accumulo di placche nelle arterie e la malattia coronarica con conseguente infarto. la ricerca ha preso in esame i livelli batterici nel tessuto valvolare cardiaco umano rimosso durante interventi di sostituzione della valvola aortica e di altre patologie. "Siamo rimasti sorpresi dalla quantità di Porphyromonas gingivalis presente nelle valvole aortiche calcificate – è il commento di LI-“.






