Una pompa in grado di portare più sangue al cervello: la masticazione, secondo i ricercatori di Stoccolma, funziona così. Ha questo effetto sulle nostre capacità di elaborare, memorizzare e anche rilassarci allontanando ansia e depressione. Ma c’è altro, una scoperta che va oltre: più si mastica e più si possono combattere Alzheimer e altre forme di demenza. La perdita dei denti, ad esempio, è stata anche collegata proprio a un rischio maggiore di contrarre queste malattie.

In sostanza masticare con maggiore convinzione può offrire una vasta gamma di benefici per la salute: dal miglioramento della digestione e dall'aiuto a consumare meno calorie all'attenuazione dello stress, fino al miglioramento delle funzioni cognitive attraverso il consolidamento della memoria e l'aumento della capacità di attenzione.

La teoria di Mats Trulsson

Con lo sviluppo di strumenti, della lavorazione degli alimenti e dell'agricoltura, così come dell'invenzione del fuoco per cucinare, abbiamo smesso di aver bisogno di masticare lungamente, come invece avveniva un tempo “quando - spiega Adam van Casteren del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia - con il progressivo abbandono delle foreste pluviali a favore di aree boschive, habitat aperti e persino ecosistemi simili alla savana, gli ominidi dovettero confrontarsi con cibi meccanicamente più difficili da masticare”. Oggi succede che gli esseri umani trascorrano circa 35 minuti a masticare ogni giorno, rispetto alle 4,5 ore dei nostri parenti scimmieschi più vicini, come scimpanzé e bonobo, e alle 6,6 ore di gorilla e oranghi.