Alcuni studi scientifici hanno parlato del possibile legame tra masticazione e salute del cervello. Ma secondo il neurologo Giordano Cecchetti dell’IRCCS San Raffaele, intervistato da Fanpage.it, oggi non esistono prove sufficienti per parlare di un effetto diretto su demenza o abilità cognitive.
La masticazione può davvero influenzare il cervello? Negli ultimi tempi il tema è stato al centro dell’attenzione, soprattutto dopo un articolo pubblicato dalla BBC, che ha raccolto diversi studi scientifici dedicati al possibile legame tra attività masticatoria e funzioni cognitive. Secondo alcune delle ricerche, masticare lentamente e mantenere una buona salute orale potrebbero avere effetti positivi sul cervello, dalla concentrazione fino alla prevenzione del decadimento cognitivo. Ma quanto c’è di realmente dimostrato? Ne abbiamo parlato con Giordano Cecchetti, neurologo dell’Unità Operativa di Neurologia e del Centro per l’Alzheimer e patologie correlate dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.
Alcuni studi recenti parlano di una correlazione tra masticazione e funzioni cognitive. Esiste davvero questo legame? Rimango un po’ scettico. Sicuramente esistono studi e letteratura scientifica che mostrano come alla masticazione corrisponda un aumento della perfusione cerebrale, cioè dell’afflusso di sangue al cervello. Però questo dato, preso da solo, non permette di trarre conclusioni così generali. Ci sono poi altri aspetti da considerare. Per esempio, masticare lentamente ha dimostrato di ridurre l’intake calorico, perché il senso di sazietà arriva prima. E mantenere il peso sotto controllo rappresenta sicuramente un fattore importante nella prevenzione cardio e cerebrovascolare. Anche la salute orale ha un ruolo rilevante. Alcuni studi associano una cattiva salute del cavo orale a un invecchiamento cerebrale più precoce. Però bisogna stare attenti a non confondere associazione e causalità.








