maldini e leonardo si dimettono dopo il caso pirloSegui Domani su Google27 luglio 2026 • 20:21Aggiornato, 27 luglio 2026 • 20:26Il duo di dirigenti non hanno visto altri nomi all’infuori di Pirlo. Tutto si azzera, tutto torna in gioco, tutte le soluzioni ridiventano possibili con il dilemma Mancini-Conte al centro del pronostico. Per Malagò, al di là del suo tentativo di conservare la nuova geografia della federazione, una cosa è ascoltare, l’altra è decidereLa caccia al tesoro, cioè al commissario tecnico che deve rilanciare la nazionale italiana di calcio, non è finita. Aspettate, serve un time out, magari un cooling break se vogliamo copiare il Mondiale. E pensare che poco più di un mese fa, alla vigilia delle elezioni in Federcalcio dopo la caduta nella voragine bosniaca e la mancata qualificazione iridata, la scelta del ct pareva essere la cosa più facile fra capitoli decisamente più complicati del programma elettorale. Sembrava che Giovanni MaValerio PiccioniRomano, giornalista cresciuto a Paese Sera e poi per 33 anni della Gazzetta dello Sport, ha seguito otto volte le Olimpiadi, otto volte il Giro d’Italia e nove il Tour de France. Fra i suoi libri, “Quando giocava Pasolini”, “La rivoluzione di Bikila”, “Il campione partigiano” e “Baci Olimpionici”. Con un gruppo di amici ha ideato la Corsa di Miguel, l’evento che da 25 anni ricorda la figura del maratoneta poeta argentino desaparecido Miguel Sanchez.
Hanno tutti torto, hanno tutti ragione. La Nazionale di calcio è nel pallone
Il duo di dirigenti non hanno visto altri nomi all’infuori di Pirlo. Tutto si azzera, tutto torna in gioco, tutte le soluzioni ridiventano possibili con il dilemma Mancini-Conte al centro del pronostico. Per Malagò, al di là del suo tentativo di conservare la nuova geografia della federazione, una cosa è ascoltare, l’altra è decidere











