Palestre senza pubblico, squadre dai nomi copiati e "sportivi" impegnati a ogni ora del giorno: dietro alcuni palinsesti dei bookmaker esiste un’industria che organizza migliaia di incontri destinati quasi esclusivamente alle puntate livePalestre senza pubblico, squadre dai nomi copiati e "sportivi" impegnati a ogni ora del giorno: dietro alcuni palinsesti dei bookmaker esiste un’industria che organizza migliaia di incontri destinati quasi esclusivamente alle puntate liveMancano pochi secondi alla fine della partita quando il “Real” segna il gol decisivo contro l’“Arsenal”. Non si tratta né del primo Real che vi è venuto in mente, né tantomeno di quell'Arsenal. Stiamo parlando di un calcio in cui nessuno esulta. Non siamo in Champions League. Anzi, a dirla tutta, non siamo nemmeno in uno stadio. Non ci sono spettatori, non si vede un arbitro a bordo campo e la partita è ripresa da una telecamera fissa, sistemata in fondo a una palestra divisa da alcune tende. Poco dopo i giocatori cambiano maglia. Alcuni diventano il “Barcellona”, altri il “Manchester City”, quindi ricominciano.La scena, documentata nel 2024 da un’inchiesta congiunta di Bellingcat e della rivista norvegese Josimar, non appartiene a un torneo conosciuto e non pretende nemmeno di assomigliargli troppo. Quelle squadre esistono per una decina di minuti, il tempo necessario a concludere l’incontro, certificare il risultato e pagare le relative scommesse. A volte si continua fino all’alba: in uno dei filmati analizzati, alle quattro e mezza del mattino un portiere interrompe per qualche secondo la propria partita e attraversa il campo accanto per recuperare il pallone.Sono le betting farms, espressione che può essere tradotta come “fabbriche delle scommesse”. Vengono spesso descritte come leghe false, anche se la definizione rischia di confondere fenomeni differenti. I giocatori scendono realmente in campo ma manca tutto il resto: una storia sportiva riconoscibile, una competizione sottoposta al controllo di una federazione, un pubblico interessato al risultato, regole trasparenti sulla selezione degli atleti e sulla gestione economica del torneo. Si scommette per il piacere di farlo, non c'è niente che possa indirizzare le quote: è come comprare un gratta e vinci, oppure puntare dei soldi sul lancio di una moneta. La partita diventa una materia prima. Come una piattaforma video ha bisogno di nuovi filmati e un social network di nuovi post, un sito di scommesse live deve avere qualcosa su cui consentire di puntare. Quando i campionati professionistici si fermano, quando in Europa è notte o quando il calendario tradizionale non offre abbastanza incontri, le betting farms riempiono ogni spazio vuoto. E sembrano avere più interesse del calcio virtuale.Un campionato che non finisce maiIl modello è particolarmente sviluppato intorno allo "short football", una versione ridotta del calcetto giocata da squadre di due, tre, quattro o cinque persone. Le partite durano generalmente dieci o dodici minuti. I nomi delle formazioni richiamano grandi club europei, città americane, franchigie della Nba o generiche identità come Wolves, Eagles e Piranhas. Le rose possono cambiare rapidamente e gli stessi atleti indossano divise diverse nell’arco della stessa giornata. Per comprendere la dimensione raggiunta da questa produzione basta osservare una singola giornata. Nel settembre del 2024 Bellingcat contò sul sito di 1xBet 1.297 incontri di short football trasmessi in ventiquattro ore. Premier League, Bundesliga e Liga organizzano complessivamente 1.066 partite in un’intera stagione. Se quella giornata fosse rappresentativa dell’offerta abituale, il solo calcio ridotto arriverebbe vicino al mezzo milione di gare all’anno. Il sistema comprende anche basket, pallavolo, hockey su ghiaccio, floorball, cricket, tennis e tennistavolo. Alcune partite si disputano in palazzetti regolari, altre in tensostrutture, capannoni riconvertiti o campi circondati da enormi fotografie di tifosi, aggiunte per riempire visivamente tribune che non esistono. A volte è presente un commentatore. Spesso invece ci si accontenta di una grafica con il punteggio, un cronometro e una telecamera.L’obiettivo non consiste nel conquistare spettatori interessati alla qualità dell’incontro. Conta produrre abbastanza eventi da tenere aperti i mercati live. Ogni rimessa laterale, gol, set o intervallo consente di aggiornare le quote e sollecitare una nuova decisione. Il calendario tradizionale, fatto di appuntamenti settimanali e stagioni con un inizio e una fine, viene sostituito da un flusso continuo. Una delle aziende individuate da Bellingcat sosteneva di distribuire quindicimila eventi amatoriali al mese e collegava questo tipo di offerta alla capacità di trattenere gli scommettitori compulsivi. Un’altra prometteva di poter trasmettere incontri da qualsiasi luogo, compresi i campetti scolastici. Una terza citava l’utilizzo periodico del poligrafo sui partecipanti come garanzia contro eventuali combine. Sono dichiarazioni promozionali, non certificazioni indipendenti. Rivelano però quanto lo sport venga considerato intercambiabile: disciplina, luogo e livello degli atleti possono cambiare, purché la partita sia abbastanza leggibile da trasformarsi in una quota.Il lavoro dietro le maglieLe informazioni sulle condizioni dei partecipanti sono limitate. Gli organizzatori appaiono raramente nelle trasmissioni, i luoghi non vengono indicati e molte strutture contattate dai giornalisti hanno negato rapporti diretti con i bookmaker oppure non hanno risposto. La rivista norvegese Josimar ha raccolto la testimonianza di un giovane che raccontava di essere stato pagato in contanti per giocare dalle nove del mattino alle due del pomeriggio. Non veniva ingaggiato per una squadra stabile, ma per coprire un turno di partite. La giornata sportiva assomigliava così a un lavoro a cottimo: entrare in campo, disputare incontri brevi, cambiare divisa e ricominciare. Un loop infinito per fare soldi.Il termine “farm” nasce proprio da questa organizzazione, richiamando l’allevamento intensivo: spazi chiusi, turni ripetuti e una produzione che deve continuare senza interruzioni. Gli atleti occupano una posizione particolarmente fragile. Sono spesso dilettanti, ricevono compensi contenuti, giocano in competizioni opache e non risultano protetti dalle strutture presenti nello sport professionistico. A queste condizioni, il confine tra partecipazione sportiva e prestazione richiesta dall’industria del gioco diventa sottile. L’indagine ha individuato anche un caso più grave. In una partita femminile di floorball trasmessa sul sito di 1xBet partecipavano ragazze di quattordici e quindici anni. Bellingcat riuscì a identificarle incrociando numeri di maglia e profili pubblicati dalla federazione russa della disciplina. Non è stato possibile stabilire se le atlete o le loro famiglie sapessero che l’incontro sarebbe finito su una piattaforma di scommesse.Partite costruite, non truccateL’opacità delle betting farms porta facilmente a concludere che tutti i risultati siano decisi in anticipo: inchieste disponibili non consentono di sostenerlo. Alcuni ex partecipanti e osservatori russi hanno avanzato accuse di combine, ma non esistono prove pubbliche che ogni partita venga manipolata o che il bookmaker stabilisca direttamente i risultati. Il problema precede l’eventuale frode. In una lega riconosciuta esistono federazioni, arbitri registrati, norme disciplinari, contratti, classifiche verificabili e organismi incaricati di controllare movimenti anomali nelle scommesse. Nelle betting farms non è sempre chiaro chi organizzi il torneo, chi paghi gli atleti, chi produca le immagini e chi raccolga i dati utilizzati per aggiornare le quote.La vulnerabilità è evidente anche senza immaginare una regia centrale. Un giocatore pagato poco può influenzare un incontro di pochi minuti con un singolo errore. La stessa persona può rappresentare squadre diverse nella stessa giornata. Chi raccoglie il dato dal campo può comunicarlo con qualche secondo di anticipo a un complice. Il numero ridotto dei partecipanti rende più semplice alterare un risultato o un episodio specifico. Esiste poi una differenza importante rispetto alle truffe costruite per ingannare direttamente gli scommettitori. Nel 2022, per esempio, la polizia indiana smantellò in Gujarat una falsa versione della Indian Premier League di cricket. Braccianti e disoccupati indossavano le maglie delle vere squadre, gli incontri venivano trasmessi su YouTube con rumori di pubblico registrati e un uomo imitava la voce di un noto telecronista. Secondo gli investigatori, le azioni in campo venivano decise in base alle puntate ricevute da clienti russi su Telegram, non solo: in quel caso l’intera competizione era una messinscena organizzata per frodare chi scommetteva.Le betting farms documentate da Bellingcat si collocano in una zona diversa. L’evento viene mostrato per ciò che è, almeno formalmente: una partita amatoriale. A renderlo ingannevole può essere il contesto incompleto. Il nome simile a quello di un club famoso, la grafica professionale e la presenza nel palinsesto di un grande bookmaker attribuiscono al torneo un’affidabilità che l’utente non ha gli strumenti per verificare.A cosa servono così tante partite?La crescita delle betting farms è legata all’evoluzione delle scommesse live. In passato una puntata sul calcio veniva generalmente effettuata prima dell’inizio dell’incontro e restava aperta per novanta minuti. Le piattaforme digitali hanno moltiplicato i mercati disponibili durante la partita: prossimo gol, risultato del set, numero di punti, vincitore dei minuti successivi. Questo formato ha avvicinato le scommesse sportive al funzionamento dei giochi da casinò. La Gambling Commission britannica osserva che le puntate in-play permettono azioni rapide e ripetute, eliminando quelle pause che un tempo limitavano naturalmente l’intensità del gioco. Un’analisi pubblicata nel 2025 dallo stesso regolatore ha rilevato una forte associazione tra scommesse live settimanali e punteggi più elevati nell’indice utilizzato per misurare il gioco problematico.Le betting farms risolvono un’esigenza industriale: assicurano che quella sequenza di azioni possa proseguire a qualsiasi ora. La competizione non deve attirare pubblico, vendere biglietti o costruire una comunità di tifosi. Deve soltanto produrre incertezza misurabile abbastanza a lungo da consentire una puntata. Anche il disinteresse dei giocatori per il risultato assume così un significato preciso. In uno sport tradizionale la mancanza di esultanza farebbe pensare a un’amichevole o a una gara priva di importanza. Qui è una caratteristica del prodotto. La posta in gioco si trova altrove, sui telefoni di persone che spesso non conoscono né gli atleti né il luogo in cui stanno giocando.Il bookmaker invisibile e i grandi sponsorAl centro delle principali inchieste compare 1xBet, piattaforma fondata in Russia e successivamente sviluppata attraverso società registrate in altre giurisdizioni. Bellingcat ha geolocalizzato strutture utilizzate per le trasmissioni in Russia, Bielorussia e Ucraina; un successivo lavoro della sua comunità di ricercatori ne ha individuate più di dieci, comprese alcune in India. Molte sedi ospitavano incontri ventiquattr’ore su ventiquattro. xBet ha sostenuto di rispettare le leggi dei Paesi in cui opera, ha ricordato che le scommesse sugli sport amatoriali non sono illegali in sé e ha attribuito la produzione delle immagini a fornitori esterni. La società ha inoltre dichiarato di chiedere la rimozione dei flussi non conformi e di aver richiamato i propri partner al rispetto delle norme. La distanza tra il marchio e ciò che accade nelle palestre rappresenta uno degli elementi centrali del modello. Il bookmaker mette a disposizione il palinsesto, le quote e il pubblico; società terze organizzano o distribuiscono gli eventi; i gestori degli impianti possono limitarsi ad affittare il campo. Ogni soggetto controlla un frammento e può sostenere di non conoscere l’intera filiera.Nel frattempo il marchio acquista visibilità attraverso il calcio professionistico. Nel luglio del 2024 il Barcellona ha rinnovato fino al giugno del 2029 l’accordo che definisce 1xBet “global partner” e “official betting partner” del club. Il sito della Lega Serie A continua inoltre a presentare il bookmaker tra i propri partner ufficiali. In Italia la situazione restituisce bene la frammentazione del settore. Nell’elenco aggiornato il 10 luglio 2026, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli include diversi domini contenenti il nome “1-xbet” tra i siti di gioco inibiti. La presenza di domini specchio, licenze nazionali, accordi commerciali internazionali e società registrate in giurisdizioni differenti rende difficile per un utente capire quale soggetto stia materialmente raccogliendo il denaro e quali tutele si applichino. La sponsorizzazione di un grande club svolge una funzione che va oltre la pubblicità. Trasferisce reputazione. Il logo visto accanto a quello del Barcellona o della Serie A rende familiare un marchio che, poche schermate più avanti, può offrire quote su partite disputate all’alba in un capannone di cui non viene indicato neppure l’indirizzo.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Betting farms, come funziona lo sport "fabbricato" per alimentare le scommesse online
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