La piattaforma Polymarket ha usato siti clone per simulare profitti milionari pubblicizzati da content creator e spinti verso la viralità da una regia occulta coordinata da agenzie di marketing.

A rivelarlo è un’inchiesta del Wall Street Journal che ha smascherato le attività social con cui il popolare sito consente agli utenti di scommettere su cosa succederà nel mondo. In pochi mesi i social media sono stati così inondati da video nei quali gli scommettitori millantavano di avere accumulato ingenti quantità di denaro in poco tempo.

Un caso diventato celebre riguarda George Makihara, uno studente universitario che appariva in un video mentre vinceva centomila dollari scommettendo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe pronunciato pubblicamente la parola McDonald’s entro la fine del mese di gennaio del 2026.

Una delle tante scommesse che il Wall Street Journal ha dimostrato essere false e tese soltanto a gonfiare in modo artificioso l’interesse attorno alla piattaforma.

Polymarket e la fabbrica dei siti clone