Per diversi mesi i social sono stati invasi da video che promettevano guadagni facili grazie a Polymarket. Molte di quelle storie di successo erano però contenuti commissionati dalla stessa piattaforma, la quale pagava i creator per giocare su un sito “clone” e incassare vincite inesistenti. L’ardita operazione promozionale è però solo l’ultima di una serie di controversie che hanno contribuito alla dubbia reputazione del prediction market.

L'obiettivo era promuovere Polymarket, il sito su cui si può scommettere su qualsiasi evento reale, come una rapida scorciatoia per diventare ricchi in poco tempo. Nei video diffusi sui social, giovani creator mostravano guadagni di decine o addirittura centinaia di migliaia di dollari ottenuti con poche puntate piazzate al momento giusto, alimentando l'idea che i mercati predittivi potessero davvero ingrassare il nostro conto in banca in pochi click. Uno degli slogan più ricorrenti era: "soldi gratis". Troppo bello per essere vero. E infatti era tutto una montatura.

Una recente inchiesta del Wall Street Journal ha infatti scoperto come la stragrande maggioranza dei contenuti presenti soprattutto su Instagram e TikTok fossero dei clamorosi falsi. Secondo la ricostruzione dei giornalisti Katherine Long, Caitlin Ostroff, Neil Mehta e Brenna T. Smith, Polymarket avrebbe pagato decine di creator affinché realizzassero video con scommesse e vincite completamente inventate, utilizzando copie fedeli del sito originale per simulare operazioni in realtà mai avvenute. Il giornale ha analizzato oltre 1.100 video pubblicati da dieci creator e ha ricostruito una campagna promozionale che, millantando vincite complessive di quasi due milioni di dollari, avrebbe generato oltre 140 milioni di visualizzazioni sui social network. Una rivelazione che rischia di minare ulteriormente la reputazione di Polymarket, già al centro di numerose polemiche per la presenza di molte scommesse controverse e la scarsa trasparenza di alcuni meccanismi che regolano il funzionamento della piattaforma. Vincite fake e un sito clone per ingannare gli utenti L'analisi del Journal ha portato alla luce uno schema ben orchestrato. I creator selezionati venivano istruiti a filmarsi mentre effettuavano le scommesse per poi riprendere il momento in cui il sistema decretava la loro vittoria. Stando alle testimonianze raccolte, chi si prestava a queste attività (spesso segnalate come contenuti sponsorizzati) poteva percepire compensi tra i 2.000 e i 3.000 dollari.