“Se la crescente ondata di attacchi terroristici dei coloni ebrei dovesse continuare, le conseguenze potrebbero rivelarsi ancora più catastrofiche delle atrocità di Hamas del 7 ottobre”. A poche ore dall’incontro tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu a Washington, centinaia di ex vertici della sicurezza israeliana hanno reso pubblica una lettera inviata al presidente degli Stati Uniti, per chiedergli di fare pressione e porre un freno alle violenze in Cisgiordania. L’appello è firmato dall’ex capo dell’Idf Matan Vilnai a nome dei Commanders for Israel Security, che riunisce 550 colonnelli e generali in pensione dell’Idf, del Mossad, dello Shin Bet, della polizia, del Consiglio di sicurezza nazionale (NSC) e del corpo diplomatico. Il gruppo è da sempre sostenitore della soluzione dei due stati e della necessità di ridurre le tensioni tra israeliani e palestinesi, anche rafforzando la governance dell’Autorità palestinese.
“Mentre le nostre agenzie di sicurezza eccellono nel trattare con Hamas e altri gruppi terroristici palestinesi della Cisgiordania incontrano notevoli limitazioni quando si tratta di terroristi ebrei” scrivono. “Non è un segreto che alcuni membri del nostro attuale governo orchestrino gran parte di questo caos, anche proteggendo i loro seguaci, armati e animati da impulsi messianici, dalla legge e dalla sua applicazione”. Se non sarà invertita la rotta, sostengono, i contraccolpi per la sicurezza potrebbero essere molto pesanti non solo per Israele ma anche per il principale alleato oltreoceano. Verranno compromessi definitivamente “il piano in 20 punti per Gaza”, ma anche “gli Accordi di Abramo“, avvertono. “La tendenza è chiara e le prove sono sotto gli occhi di tutti. Non lasciamoci cogliere di sorpresa ancora una volta. Se non si interviene con rapidità e decisione, l’escalation di violenza in Cisgiordania rischia di innescare un conflitto regionale, con gravi ripercussioni sia per la sicurezza israeliana che per gli interessi regionali degli Stati Uniti. A nostro giudizio professionale, solo lei può scongiurare questa calamità. Ci auguriamo vivamente che lei sfrutti il suo prossimo incontro con il nostro primo ministro per trasmettere un messaggio fermo e chiaro al riguardo“.














