L'appello arriva da una parte dell'establishment della sicurezza israeliana ed è rivolto direttamente a Donald Trump. Secondo quanto riporta il quotidiano The Times of Israel oltre 550 ex alti ufficiali delle forze di sicurezza hanno chiesto al presidente degli Stati Uniti di fare pressione sul primo ministro Benjamin Netanyahu affinché intervenga contro la crescente violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania, avvertendo che l'escalation potrebbe avere conseguenze per la sicurezza di Israele e per la stabilità della regione. Ore di tensione anche sul fronte diplomatico. Quello con il Qatar, che ha duramente risposto all'ex premier Naftali Bennett dopo le sue dichiarazioni sul Paese del Golfo.Sul fronte interno la lettera a Trump, che oggi incontrerà il primo ministro israeliano, è firmata a nome del gruppo Commanders for Israel's Security, che riunisce oltre 550 ex colonnelli e generali dell'Idf, insieme a ex dirigenti del Mossad, dello Shin Bet, della polizia, del Consiglio di sicurezza nazionale e del corpo diplomatico israeliano. A sottoscriverla è Matan Vilnai, generale maggiore dell'Idf in pensione, che invita Trump ad affrontare il tema durante il suo incontro con Netanyahu. "Se non verrà fermata rapidamente e con decisione, l'escalation di violenza in Cisgiordania rischia di incendiare l'intera regione, con gravi conseguenze sia per la sicurezza di Israele sia per gli interessi degli Stati Uniti nell'area", scrive Vilnai. "Secondo il nostro giudizio professionale, nessuno, se non lei, signor Presidente, può evitare questa calamità".Nel documento gli ex comandanti sostengono che gli apparati di sicurezza israeliani siano efficaci nel contrastare Hamas e gli altri gruppi armati palestinesi, ma molto meno quando si tratta di fermare gli estremisti ebrei. "I nostri apparati di sicurezza sono estremamente efficaci nel contrastare Hamas e gli altri gruppi terroristici palestinesi in Cisgiordania, ma sono fortemente limitati quando si tratta di terroristi ebrei", afferma Vilnai, denunciando anche che "alcuni membri dell'attuale governo" proteggerebbero i propri sostenitori, "armati e animati da impulsi messianici", dall'applicazione della legge.L'ex generale lancia poi un nuovo avvertimento: se continueranno sia la crescita della violenza dei coloni sia la politica di indebolimento dell'Autorità palestinese, "le conseguenze potrebbero rivelarsi persino più catastrofiche delle atrocità commesse da Hamas il 7 ottobre e delle loro ripercussioni su più fronti". Una deriva che, secondo la lettera, rischierebbe di compromettere la sicurezza israeliana, gli interessi degli Stati Uniti e la stabilità regionale.