Non è soltanto l’ennesima autocelebrazione di Gianni Infantino. È qualcosa di più grave: il presidente della Fifa attacca apertamente la stampa, delegittima il diritto di critica e accusa chi ha raccontato le ombre dei Mondiali di diffondere “odio” e “false voci”. Un linguaggio particolarmente inquietante quando proviene dal capo dell’organizzazione del più popolare sport al mondo. A una settimana dalla conclusione della Coppa del Mondo 2026, Infantino non risponde a nessuna delle contestazioni. Non chiarisce, non distingue, non corregge. Costruisce un mondo immaginario in cui esistono soltanto la Fifa, portatrice di pace, e i suoi critici, divorati dall’odio. Peccato che a smentirlo siano le cronache.
Criticare la Fifa non significa essersi “persi il calcio”
“A tutti coloro che si sono persi il nostro bellissimo sport, le emozioni, le celebrazioni, le risate, le lacrime, le delusioni e la gioia. A tutti voi che vi siete persi l’occasione di vedere bambini, neonati, nonni e genitori riunirsi per il calcio, dico che mi dispiace che le partite siano finite e che vi siate persi tutta quella gioia e quell’unione. Mi dispiace che siate stati così sopraffatti dall’odio e dalle critiche da perdervi tutto questo”.










