Davanti alla Duma Putin rilancia la narrativa della Russia sotto assedio, affermando l’inutilità delle sanzioni nel piegare l’economia russa che resta solida, e riasserendo la tenacia nel raggiungere gli obiettivi iniziali in Ucraina

La Russia “attraversa con dignità” una fase storica “cruciale” e “giudiziosa” per il suo futuro. Queste le parole scelte dal presidente russo Vladimir Putin durante l’incontro con i deputati della Duma tenutosi al Cremlino, intrecciando rivendicazioni economiche, retorica sull’assedio occidentale e promesse sul campo di battaglia in Ucraina. Un discorso strutturato attorno al noto filo conduttore della Russia sotto pressione. Mosca, ha sostenuto Putin, affronta “restrizioni illegali” e “tentativi di contenimento” da ben prima della “primavera russa” del 2014, ma è dal 2022 che l’Occidente avrebbe messo in moto “a pieno regime la macchina russofoba”, stabilendo “record mondiali” in fatto di sanzioni. Record, secondo il presidente, non solo per numero ma anche “per la loro inutilità” e per il danno che ricadrebbe anzitutto sui “popoli di alcuni Stati europei”. Il popolo russo, ha aggiunto, ha risposto “con coesione interna” alle prove storiche, ed è in grado di “opporre una risposta decisa a qualsiasi passo ostile”.