Il Regolamento (UE) 2024/1689, meglio noto come EU AI Act, è la prima legge organica al mondo dedicata all’AI. Il suo impianto si fonda su un principio semplice quanto ambizioso: non tutti i sistemi di AI meritano lo stesso livello di controllo, ma il grado di regolamentazione deve essere proporzionale al rischio che un determinato utilizzo comporta per: la salute, la sicurezza e i diritti fondamentali delle persone.È fondamentale, per le imprese europee e per tutte quelle extra-UE che offrono servizi di AI sul territorio dell’Unione, comprendere i criteri di classificazione del rischio non è più un esercizio teorico.Dal 2 agosto 2026 il Regolamento entra nella sua fase più operativa e sanzionatoria e, dopo l’accordo politico raggiunto il 7 maggio 2026 sul cosiddetto “Digital Omnibus” (approvato dal Parlamento europeo l’11 giugno 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale UE lo scorso 24 luglio 2026), il quadro normativo si è arricchito di nuove scadenze, esenzioni e chiarimenti interpretativi.A ciò si aggiunge un fatto rilevante per le imprese italiane: il 10 giugno 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare i primi due decreti legislativi attuativi della Legge n. 132/2025, rendendo l’Italia il primo Stato membro UE a rendere pienamente operativo, a livello nazionale, il quadro normativo europeo sull’AI. Di seguito il link al comunicato stampa Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 177.Indice degli argomenti
EU AI Act: i criteri di classificazione del rischio per i sistemi di intelligenza artificiale
Come il Regolamento europeo distingue tra AI vietata, ad alto rischio e a rischio limitato, con le novità del Digital Omnibus di giugno 2026 e decreti attuativi italiani







