Resta in carcere Ridha Rahmouni, il 26enne tunisino accusato di aver ucciso il giornalista sportivo Luigi “Luca” Esposito e averne bruciato il corpo. Al termine dell’udienza di convalida durata poco più di un’ora il giudice per le indagini preliminari di Salerno Giandomenico D’Agostino che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, confermando il quadro accusatorio e le ipotesi di reato: omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione e soppressione di cadavere.

Rahmouni era stato fermato dai carabinieri nella notte tra il 25 e il 26 luglio, una settimana dopo il ritrovamento del cadavere del giornalista in un terreno agricolo in località Cioffi, nel comune salernitano di Eboli. Già dal primo interrogatorio immediatamente dopo il fermo, il ragazzo si era mostrato collaborativo e aveva confessato “in serenità” i fatti di quella notte, spiegando di aver opposto anche motivazioni di carattere religioso, poiché la religione musulmana vieta ogni rapporto fuori dal matrimonio. Assistito dall’avvocato Giovanni Mauri, il 26enne ha confermato in parte le dichiarazioni già rese durante il fermo e ha aggiunto ulteriori dettagli su quanto accaduto quella notte, ma gli inquirenti non hanno fatto trapelare nulla sul movente, definito di carattere privato e personale.