Un’ora di interrogatorio, nel corso del quale ha confermato quanto già confessato al pubblico ministero Alessandro Di Vico subito dopo l’arresto e ha fornito nuovi chiarimenti sulla dinamica dell’omicidio. Questa mattina Ridha Rahmouni, tunisino di 26 anni, irregolare sul territorio italiano, è comparso dinanzi al giudice per le indagini preliminari Giandomenico D’Agostino per l’udienza di convalida del fermo in relazione all’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni ammazzato nella notte tra sabato 18 e domenica 19 luglio in un terreno agricolo a Eboli (provincia di Salerno). «Più sereno rispetto all’interrogatorio con il pm», come notato dall’avvocato Giovanni Mauri che lo assiste, Ridha Rahmouni ha ripercorso le tappe della sua conoscenza con Esposito, che risale a un anno fa, si è soffermato sul tipo di rapporto che c’era tra di loro e ha richiamato anche la propria fede musulmana, sostenendo che «il credo religioso gli impedirebbe rapporti tra persone dello stesso sesso e al di fuori del matrimonio». Circostanze che a parere di Rahmouni avrebbero «alimentato il disagio provocato dalle presunte attenzioni che Esposito avrebbe manifestato nei suoi confronti». Un passaggio che sembra già delineare quello che potrebbe essere uno dei punti della linea difensiva dell'indagato: ottenere una diversa e più mite valutazione della sua condotta. Ma c’è di più: Ridha Rahmouni ha riempito alcuni dei vuoti sul litigio intercorso tra lui ed Esposito nel terreno agricolo in Contrada Bivio Cioffi che nella notte tra sabato e domenica Esposito ha raggiunto a bordo della sua Lancia Y di colore bianco mentre il tunisino è arrivato in bici. Entrambi sono stati ripresi da una telecamera di videsorveglianza di un’azienda agricola posta lungo il percorso compiuto per raggiungere quello che sarebbe stato il luogo dell’omicidio. E sulla scorta di queste dichiarazioni, spiega l’avvocato Mauri, «saranno compiuti approfondimenti» che «potrebbero incidere sull’attuale capo di imputazione, che è momentaneo» di omicidio volontario. Cosa, nello specifico, abbia dichiarato Rahmouni resta coperto dal più stretto riserbo: «Ci sono aspetti tecnici che dovevano essere chiariti», aggiunge senza sbilanciarsi l’avvocato Mauri. Così come, osserva l’avvocato Mauri, vi saranno degli «approfondimenti sugli aspetti della vita delle due persone coinvolte». Allo stato, il pubblico ministero Alessandro Di Vico ha chiesto l'applicazione della misura cautelare in carcere, sia per la gravità della condotta contestata sia per il concreto pericolo di fuga, considerato che il 26enne è senza fissa dimora e si trova irregolarmente sul territorio italiano. Il gip si è riservato di decidere.
Giornalista ucciso, deciso il carcere per Ridha Rahmouni. La difesa: “Circostanze da approfondire”
Il 26enne reo confesso dell’omicidio di Luigi Esposito è accusato di omicidio aggravato e distruzione di cadavere










