Il bookmaker russo Fonbet, la cui sponsorizzazione ha fatto saltare la nomina di Andrea Pirlo come nuovo CT dell’Italia, difende in maniera accalorata il suo principale testimonial: “Siamo preoccupati per la quantità di menzogne e disinformazione diffuse dai media occidentali nel tentativo di diffamare uno dei più grandi atleti della storia del calcio”.
Se la candidatura di Andrea Pirlo – poi diventata nomina in attesa di ufficializzazione – come nuovo CT dell'Italia aveva resistito alle accuse di assenza di meritocrazia nella scelta, guardando alla sua deludente carriera da allenatore, è invece completamente collassata sotto il peso di rilievi ben più pesanti, che nelle ultime ore hanno toccato non la sua competenza per occupare il ruolo, ma la sua dignità sotto il profilo morale – e dall'altra parte l'opportunità per la FIGC – di fronte al suo legame di sponsorizzazione col principale bookmaker russo, il ricchissimo colosso Fonbet (qui sotto lo spot che ha lanciato la collaborazione).
Nessun passo indietro di Pirlo: né sull'opportunità del rapporto con Fonbet né sul suo essere tuttora in corso Nel post con cui il 47enne bresciano intorno alla mezzanotte di domenica ha rotto il silenzio facendo capire di essere rimasto col cerino in mano (e con lui a ruota Maldini e Leonardo, che ora potrebbero dimettersi), la parte dedicata al rapporto con Fonbet si fa notare più per quello che non c'è, ovvero quello che Pirlo non dice, rispetto a quello che c'è: "Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell'ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono". Andrea Pirlo è global ambassador di Fonbet dall'ottobre 2025 Pirlo dunque ne fa solo una questione di rispetto di leggi e contratti, arida, quasi da contabile. Manca completamente la parte valoriale, non c'è alcun passo indietro. Il che fa capire o che non interessa aver toccato la sensibilità di chi ritiene che uno sportivo col suo alto profilo pubblico, ancor più se CT dell'Italia, non debba sporcarsi le mani coi soldi della Russia, impegnata da anni in una guerra di aggressione con l'Ucraina, oppure che non convenga parlarne, visto che manca anche qualsivoglia affermazione di rottura del rapporto con Fonbet.










