Andrea Pirlo non sarà l’allenatore della Nazionale maschile di calcio perché da mesi è il testimonial di Fonbet, una controversa società di scommesse sportive russa, nota per avere legami con il regime del presidente Vladimir Putin. Pirlo collabora con Fonbet da mesi, ma tra la sera di venerdì e la mattina di sabato la sua nomina era stata data per certa da quasi tutti i media sportivi. Le cose sono cambiate tra sabato e domenica, quando la sua collaborazione con Fonbet è stata raccontata e criticata, tra gli altri anche da alcuni politici. Lunedì mattina l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha persino bloccato l’accesso dall’Italia ai principali siti di Fonbet.

Andrea Pirlo ha 47 anni ed è stato il più forte centrocampista italiano degli ultimi decenni, giocando per anni nel Milan e nella Juventus e vincendo tutto quello che poteva vincere, compresi i Mondiali del 2006 con la Nazionale. Tra il 2020 e il 2021 allenò per un anno la Juventus, senza grandi risultati; dopodiché ha allenato il Fatih Karagümrük in Turchia, poi la Sampdoria in Serie B e dal luglio del 2025 lo United FC, squadra di Dubai che gioca nel campionato degli Emirati Arabi Uniti.

Nell’ottobre del 2025 Pirlo divenne “global ambassador” di Fonbet, una società che esiste dagli anni Novanta e da tempo collabora con le principali organizzazioni sportive russe. Commentando le polemiche di questi giorni Pirlo ha scritto: «La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti». Tra i principali azionisti di Fonbet c’è Sergey Lomakin, oligarca russo e presidente e proprietario dello United FC.