Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud
Una sparatoria davanti a una sala giochi, una vendetta armata che sarebbe stata preparata già nelle ore successive e, cinque giorni dopo, un secondo agguato sotto casa di un altro giovane. Con la madre della seconda vittima che, in ospedale, prova a convincere il figlio a cambiare vita: gli chiede di cercarsi un lavoro, di allontanarsi da quelle dinamiche e gli fa capire di temere che, dopo essere sopravvissuto all'agguato, una volta successiva possa non avere la stessa fortuna.Lo scontro interno al clan e le piazze di spaccio
È la sequenza che, secondo fonti inquirenti, racconta la frattura interna al clan Strisciuglio e la lotta per il controllo delle piazze di spaccio, soprattutto nel quartiere Carrassi di Bari. A ricostruirla sono le indagini della Dda e della squadra mobile confluite nell'ordinanza con cui il gip Valeria Isabella Valenzi ha disposto la custodia cautelare in carcere per due giovani di 33 e 21 anni, ritenuti responsabili dei due agguati del 9 e del 14 aprile scorsi.
Il primo agguato davanti alla sala giochi
Il primo episodio avviene poco prima delle 21.45 del 9 aprile in viale della Repubblica. Un giovane è sul marciapiede, all'esterno del locale. Uno scooter Honda SH con due persone a bordo rallenta, il passeggero estrae una pistola calibro 9 ed esplode almeno tre colpi. Due proiettili raggiungono il ragazzo alla gamba destra. Il giovane riesce a rifugiarsi all'interno della sala giochi e viene poi accompagnato al Policlinico da alcuni amici.Le intercettazioni e la rivendicazione











