C'è un alto rischio di incendi nell'Italia centro-meridionale a partire dal 31 luglio. E' quanto emerge dalle previsioni del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi (Effis) sulla base dei dati del satellite Ue Copernicus. Dalle proiezioni basate su modelli meteorologici, si prevede che saranno particolarmente sensibili diverse aree in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sardegna e alcune parti della Sicilia. Dai primi di agosto il rischio si estende anche al Centro Italia, con Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Molise.
Nei prossimi giorni della settimana, invece, a livello europeo, le zone in rosso scuro sulle mappe di Copernicus riguardano tutta la Spagna interiore, l'Ungheria, la Slovacchia, la parte della Germania occidentale, al confine con Belgio e Lussemburgo (Renania Settentrionale-Vestfalia e Renania-Palatinato) e soprattutto la Grecia, mentre sembra momentaneamente attenuarsi il rischio in Francia prima di risalire dai primi di agosto.
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"Servono scelte tecniche e amministrative immediate per ridurre il rischio incendi e proteggere popolazione, costa e patrimonio naturale". Lo afferma in una nota Giovanni Caputo, presidente dell'Ordine dei geologi di Puglia, in merito all'incendio che ha devastato il territorio di Peschici, sul Gargano, in provincia di Foggia. Fra le priorità individuate per cercare di proteggere popolazione e territorio, Caputo chiede il "rafforzamento della pianificazione territoriale nelle aree a più alto rischio incendi, con aggiornamento delle carte di suscettività e vulnerabilità, la creazione e manutenzione di fasce parafuoco, viali tagliafuoco e aree di discontinuità vegetazionale nei punti più esposti e il monitoraggio costante del territorio con rilievi geologici, ambientali e meteorologici"










