Milano, 27 luglio 2026 – Imbrattare opere d'arte non è uno strumento legittimo per affermare il diritto all'ambiente o il diritto alla salute. È quanto ha stabilito il tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 18 maggio, attivisti di Ultima Generazione sono stati condannati per un’azione dimostrativa compiuta in città.

“Azioni eclatanti minano il patrimonio culturale”

L’episodio riguarda il versamento di vernice arancione su quattro colonne dell'Arco della Pace il 15 novembre 2023. Per questo, lo scorso maggio, sono stati condannati a 4 mesi sette attivisti del movimento ambientalista Ultima Generazione, difesi dai legali Gilberto Pagani e Daniela Torro.

Nelle motivazioni della sentenza, oggi, si legge che l’azione “degli imputati non può considerarsi direttamente funzionale all'affermazione di motivi sociali generalmente condivisi, quali il diritto all'ambiente o il diritto alla salute, proprio perché la condotta posta in essere presuppone un ricorso generalizzato ad azioni eclatanti in grado di minare la libertà, come quella di salvaguardare e godere delle opere d'arte e del patrimonio culturale”.

Le attenuanti generiche