(ANSA) - ROMA, 27 LUG - "La sedazione può rappresentare, in circostanze selezionate, una componente essenziale del trattamento, sebbene non costituisca una procedura semplice e priva di rischi. Per questo serve un confronto nazionale tra professionisti sanitari, forze dell'ordine e istituzioni per la definizione di protocolli condivisi, standard formativi e indicazioni normative uniformi": è quanto sostiene la Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) a seguito dei fatti di Bologna, esprimendo profondo cordoglio per la morte di Abderrahim Fakir. Per la Siaarti, la somministrazione di farmaci sedativi a una persona fortemente agitata richiede una valutazione clinica immediata, la scelta appropriata del farmaco e della via di somministrazione, il monitoraggio continuo e la capacità di riconoscere e trattare tempestivamente depressione respiratoria, ostruzione delle vie aeree, instabilità emodinamica e altre complicanze. Inoltre - sostiene la società - il quadro normativo e applicativo non offre indicazioni sufficientemente uniformi e specifiche in merito ai presupposti, alle responsabilità, alle procedure e alle garanzie della sedazione farmacologica urgente nei contesti extraospedalieri". La Siaarti osserva inoltre che a ciò si aggiungono rilevanti differenze regionali nella composizione degli equipaggi di emergenza territoriale, nella presenza del medico, nella formazione del personale, nella disponibilità dei farmaci e nelle procedure di collaborazione con le forze dell'ordine. "Di fronte a eventi così drammatici - dichiara Elena Bignami, presidente della Siaarti - è comprensibile cercare risposte immediate, ma attribuire a una singola procedura o un unico elemento organizzativo la capacità di evitare sempre conseguenze tragiche rischia di restituire una rappresentazione incompleta". (ANSA).