| 27 Luglio 2026 16:03 |

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(Adnkronos) – La Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva (Siaarti) “esprime profondo cordoglio per la morte di Abderrahim Fakir, avvenuta a Bologna, e manifesta vicinanza ai suoi familiari. Quanto accaduto richiama tuttavia l’attenzione su un problema clinico, organizzativo, giuridico ed etico che non può essere affrontato attraverso dichiarazioni semplificative o individuando una singola manovra come soluzione valida in ogni circostanza”, riporta una nota della società scientifica.

“Alcune condizioni psichiatriche acute, gli stati confusionali e deliranti e l’intossicazione da sostanze – spiega Siaarti – possono determinare alterazioni profonde della coscienza e del comportamento, associate a grave agitazione e a un rischio immediato per la persona, per i soccorritori e per chi si trova nelle vicinanze. In questi contesti il confine tra intervento sanitario, tutela della sicurezza e azione delle forze dell’ordine è particolarmente complesso”. Queste “possono essere chiamate a garantire la sicurezza della scena e a utilizzare strumenti di contenimento proporzionati alla situazione. Parallelamente, il personale sanitario deve identificare rapidamente le possibili cause cliniche dell’agitazione, valutare le condizioni vitali e stabilire se sia necessario un trattamento farmacologico urgente. La sedazione può rappresentare, in circostanze selezionate, una componente essenziale del trattamento. Non costituisce tuttavia una procedura semplice né priva di rischi – sottolineano gli esperti – La somministrazione di farmaci sedativi a una persona fortemente agitata richiede una valutazione clinica immediata, la scelta appropriata del farmaco e della via di somministrazione, il monitoraggio continuo e la capacità di riconoscere e trattare tempestivamente depressione respiratoria, ostruzione delle vie aeree, instabilità emodinamica e altre complicanze”. Per ottenere un controllo rapido ed efficace dell’agitazione, precisa Siaarti, “possono essere necessarie dosi e associazioni farmacologiche capaci di determinare una sedazione profonda, fino alla perdita dei riflessi protettivi delle vie aeree. Tale trattamento deve quindi essere effettuato da professionisti adeguatamente formati e all’interno di un sistema in grado di garantire immediatamente competenze avanzate nella gestione delle vie aeree, della ventilazione e delle funzioni vitali. In questo ambito, la formazione e le competenze dell’anestesista-rianimatore assumono un ruolo fondamentale”.