A distanza di due giorni dagli attacchi in Val di Susa da parte del “Blocco Nero”, supportato dai movimenti No Tav oltranzisti, Elly Schlein ha finalmente parlato. Ha aspettato di essere in tv, nel comodo salotto di La7, per esprimersi sull’attacco violento contro le forze dell’ordine. Ha taciuto sabato e domenica, incomprensibilmente, per poi sfoderare la solita retorica anti-governativa da campagna elettorale. “Abbiamo visto delle violenze che sono inaccettabili, gravi, che non si giustificano mai, noi condanniamo la violenza senza, senza se e senza ma. Violenze peraltro che hanno colpito le forze dell’ordine e moltissimi agenti, a cui il Pd ha dato subito solidarietà e vicinanza”, ha dichiarato Schlein, parlando dei suoi parlamentari che sono intervenuti mentre lei stava in silenzio a osservare, unico leader dell’arco parlamentare a non essersi espressa, al contrario di Giuseppe Conte e Angelo Bonelli.“La storia del nostro Paese ha dimostrato che i violenti si devono isolare e fermare e che i violenti sono stati isolati e fermati quando le istituzioni e la politica hanno collaborato per isolarli e per fermarli. Noi invece ci troviamo davanti ad un governo in cui esponenti -anche ieri il vicepresidente del consiglio Tajani- strumentalizzano fatti violenti per buttarli addosso alle opposizioni, nonostante tutti gli esponenti di questo governo sappiano perfettamente che noi non abbiamo nulla a che fare con quelle frange estremiste e violente, anzi di quella stessa violenza spesso siamo noi stessi bersagli lo sanno perfettamente”, ha dichiarato la segretaria del Pd. Il punto però è che la procura, per quegli scontri, sta verificando il ruolo del centro sociale Askatasuna, che era comunque presente e ora si dovrà valutare quale sia stato il suo apporto. Ed è noto che quel centro sociale ha le simpatie della sinistra italiana, comprese quelle dell’amministrazione torinese, che in questo momento vede come sindaco un esponente del Partito democratico.Però Schlein si lamenta del fatto che “ogni fatto violento viene strumentalizzato per fini politici e questo non fa bene al Paese. Le istituzioni e la politica dovrebbero lavorare insieme per ridurre la tensione, per riportare un senso anche di sicurezza”, tornando a battere sulla narrazione degli “infiltrati” per “agire violentemente contro i cantieri e contro le forze dell’ordine”. Ma la verità è che a parte alcuni gruppi di No Tav che si sono dissociati (e che non erano a quella manifestazione) gli altri, quelli noti per essere sempre al centro degli scontri in Valle, hanno rivendicato l’attacco, l’hanno sventolato come vittoria contro lo Stato in un comunicato. Quindi, in questo caso, è difficile parlare di infiltrati e anche sottolineare che la maggior parte del “Blocco Nero” è straniero, come dice la segretaria quando chiede un “ragionamento su che cosa si può rafforzare, ad esempio nell’intelligence, perché poi si vedrà che molte di queste violenti criminali vengono da oltre confine”, non deresponsabilizza gli antagonisti italiani, perché sono un’unica realtà, come l’ha definita il ministro Matteo Piantedosi, “un’internazionale della violenza e del disordine che utilizza ogni tema per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro”.