I numeri della sinistrosità stradale in Italia del 2025 non sono degni di un Paese civile: 2.868 vittime (-5,3% rispetto al 2024) e 237.822 feriti (+1,7%), per un totale di 177.207 incidenti (+2,2%), stando al più recente bollettino Istat. A peggiorare le cose la mobilità ciclistica e della micromobilità elettrica, con 253 morti (+21,6%). Di questi, 198 tra chi usa bici normali (+20%), 30 tra utilizzatori delle cosiddette e-bike (+50%) e 25 tra i conducenti di monopattini elettrici (+8,7%). Da evidenziare che quei tipi di spostamenti hanno superato, nella prima metà dell’anno scorso, la soglia del 5%.
In particolare, gli incidenti che hanno coinvolto almeno un monopattino elettrico sono stati 4.130 nel 2025 (+6%), contro i 564 nel 2020. I feriti 3.997. Di cui 3.763 conducenti con lesioni e addirittura 234 fra i passeggeri, nonostante sia vietato trasportare persone. Mentre i pedoni investiti dalle tavolette e quindi feriti sono stati 208 (+16,2%). In quanto alle “bici elettriche”, 2.311 sinistri (dai 240 del 2020), con 2.238 feriti, e 93 pedoni investiti.
Premesso che l’Istat rileva solo gli incidenti con lesioni, il costo sociale di questi sinistri ammonta a 18,2 miliardi di euro nel 2025, l’equivalente dell’1% del Pil. Sommando quelli con solo i danni alle cose, ossia 4,4 miliardi di euro stimati dall’Ania (l’Associazione delle compagnie assicuratrici), si arriva a 22,6 miliardi.









