BOLZANO. Trentino e Alto Adige si confermano tra i territori europei con la minore incidenza di giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione. Nel 2025 i cosiddetti Neet sono il 6,7% in Trentino e appena il 5,6% in Alto Adige, valori che restano molto lontani dal 13,3% della media italiana. Dietro al quadro positivo, però, dai dati Ispat emerge anche un elemento nuovo: in Trentino, dopo quattro anni di calo, il fenomeno torna a crescere tra le ragazze.

Due province tra le migliori in Italia e in Europa

Il dato complessivo conferma il buon andamento del mercato del lavoro e del sistema formativo delle due province autonome. L'Alto Adige registra il valore migliore tra i territori italiani analizzati con il 5,6%, seguito dal Trentino con il 6,7%. Entrambi fanno meglio del Veneto (8,3%), della Lombardia (8,5%), del Nord Italia (8,7%) e soprattutto dell'Italia, dove oltre un giovane su otto tra i 15 e i 29 anni è ancora Neet (13,3%).

Il confronto internazionale è altrettanto favorevole. L'Unione europea si attesta all'11%, l'Area euro al 10,9%, mentre solo alcune regioni alpine come la Baviera (6,7%) e il Tirolo (7,4%) presentano valori comparabili.

Dopo la pandemia il crollo dei Neet