Sei studenti lombardi su dieci hanno paura di ritrovarsi, un giorno, in un lavoro che non amano. È il dato più preoccupante di «Next Gen Power», la ricerca condotta su oltre 6.000 studenti delle scuole superiori da Giuliano Noci, prorettore del Politecnico di Milano, per l’Hub della Conoscenza che dialoga con Delta Index e ne condivide l’impostazione: capire le nuove generazioni serve, prima di tutto, a capire cosa chiedono al lavoro. Ed è un dato che riguarda direttamente le aziende: chi sa leggerlo ha in mano uno strumento in più per diventare un datore di lavoro più attrattivo.
Perché di lavoro, in fondo, parlano anche i capitoli della ricerca che sembrano occuparsi d’altro. Nel capitolo dedicato alla scuola, il 41% degli studenti lamenta un collegamento troppo debole con il mondo del lavoro. In quello sull’intelligenza artificiale, quasi uno studente su due (47%) teme che la tecnologia porti via posti di lavoro. E nelle risposte aperte, dove i ragazzi hanno potuto scrivere con parole proprie cosa temono per il futuro, il tema dell’inserimento lavorativo e dell’autonomia economica raccoglie da solo quasi la metà delle citazioni. Il lavoro è la lente attraverso cui questi 6.000 ragazzi lombardi guardano il proprio futuro. La ricerca, promossa dall’Hub della Conoscenza con il supporto di Cassa Padana Bcc, Anci Lombardia e della rete Informagiovani di Anci Lombardia, è stata presentata al Festival dell’Economia di Trento. Il mito sfatato Il primo dato smentisce uno stereotipo ricorrente, quello dei «giovani che non vogliono lavorare». Il 54% degli studenti indica l’indipendenza economica come principale obiettivo di vita, il 53% vuole stare bene con se stesso, il 52% desidera un lavoro coerente con le proprie passioni e il 47% considera fondamentale l’equilibrio tra vita personale e professionale. Parole d’ordine pragmatiche, non ideologiche: stabilità, coerenza, sostenibilità. Anche nelle risposte aperte il tono resta pragmatico più che ideologico: un’altra fetta consistente di risposte, il 39%, mette al centro il benessere personale e la qualità della vita più che la carriera in sé.








