L’ultima tappa del Tour de France, la corsa a tappe più importante del ciclismo, spesso non influisce sulla classifica generale. Quasi sempre, anzi, nella storia del Tour è stata definita «una passerella», una sfilata celebrativa nel centro di Parigi. È in effetti stata quasi sempre una tappa perlopiù piatta, nella quale è impossibile fare distacchi significativi, che spesso terminava con una volata finale tra i velocisti ancora in gara. Non è stato così in questa edizione: come l’anno scorso è stata tappa dal finale avvincente, secondo qualcuno la più bella del Tour, nonostante già venerdì ce ne fosse stata una bellissima. Tadej Pogačar, in maglia gialla e già certo di vincere il Tour, ha attaccato e Mathieu van der Poel l’ha seguito. I due hanno provato ad arrivare insieme, ma a poche centinaia di metri dall’arrivò Pogačar si è staccato, esausto, e Van der Poel è rimasto solo a resistere al rientro del gruppo. Ce l’ha fatta e ha infine vinto per un soffio, anticipando di pochissimo il suo compagno di squadra, il belga Jasper Philipsen, che era rimasto in gruppo per provare a vincere in caso di volata.

Dal 2025 il Tour ha inserito nella tappa finale la salitella verso la Basilica del Sacro Cuore di Montmartre, che movimenta parecchio la tappa. La salita di Montmartre (breve ma intensa, senza asfalto ma con ciottoli che rendono più complessa la pedalata) fu parte del percorso della prova di ciclismo su strada alle Olimpiadi di Parigi 2024, piacque molto e fu quindi aggiunta anche al Tour.