di
Marco Bonarrigo
L'ecuadoriano, tra i fuggitivi di giornata, fa sua la tappa regina e mette in cassaforte anche la maglia a pois di miglior scalatore. Lo sloveno in maglia gialla si prepara allo spettacolo degli Champs-Élysées
Il Tour de France 2026 saluta le Alpi, si prepara alla chiusura parigina e si consegna alla storia con una penultima tappa anomala, piena di sorprese ma anche con un lieve retrogusto di stucchevole. Tra Bourg d’Oisans e l’Alpe d’Huez (con Glandon, Télégraph, Galibier e Lautaret) vince per la seconda volta Richard Carapaz, che approfitta di un Pogacar in altre faccende affaccendato e della doppia caduta dell’americano Kuss che lo precedeva, confermando anche la sua maglia a pois di miglior scalatore.
Pogi, che poteva tranquillamente trionfare per la sesta volta, ha deciso di fare da tutor al compagno Del Toro e difendere il suo terzo posto messo potenzialmente in pericolo dal francese Seixas. Pogi si è messo in testa al gruppo dei big a 60 chilometri dal traguardo, evitando che il ritmo si alzasse troppo e poi ha rintuzzato gli attacchi un po’ telefonati di Seixas (che sarà dignitosissimo quarto in classifica generale, a soli 19 anni) senza abbandonare il messicano negli ultimi due chilometri, quando Remco Evenepoel (2°) allungava per provare a prendere Carapaz. Una giornata a due, tre, quattro velocità con meno di 30 atleti arrivati entro un quarto d’ora dal vincitore e gli altri dispersi in montagna.










